Nationalsozialismus in Hall in Tirol und in Tirol: NS-Widerstand,Verfolgung und Schicksale
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​Heinrich Andergassen (1908-1946): Parte 3
Memoria, dichiarazioni a discolpa e interpretazione delle fonti

Heinrich ANDERGASSEN  (1908-1946) PARTE III – Memoria, documenti di discolpa e interpretazione

3/29/2026

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Language / Sprache: IT |EN | DE

Heinrich ANDERGASSEN (1908-1946)

Fotografia storica in bianco e nero di Heinrich Andergassen durante il processo a suo carico a Napoli, il 15 gennaio 1946. Andergassen è raffigurato da solo mentre ascolta il proprio interprete, che si trova fuori dall’inquadratura.
Heinrich Andergassen durante il processo a suo carico a Napoli, il 15 gennaio 1946, mentre ascolta il proprio interprete. Fotografia in bianco e nero. Fonte: Wikipedia, l’enciclopedia libera, online, Heinrich Andergassen (consultato il 15 agosto 2026).

Introduzione

Heinrich Andergassen (1908–1946) operò nell’apparato della polizia di sicurezza nazionalsocialista. Nel maggio 1945 alcune persone che avevano subito la persecuzione nazista rilasciarono dichiarazioni favorevoli su singoli comportamenti da lui tenuti. Queste testimonianze meritano attenzione, ma non descrivono l’insieme della sua attività: occorre leggerle insieme alle fonti sulle deportazioni da Merano e sui crimini commessi a Bolzano.
Immagine in bianco e nero generata con l’IA: un grande edificio di tre piani con angoli arrotondati e un arco centrale. Alcune persone si trovano in primo piano; sullo sfondo si vedono le montagne.
Ricostruzione storica generata dall’intelligenza artificiale dell’ex Comando d’Armata in piazza IV Novembre a Bolzano, utilizzato da uffici della Gestapo durante l’occupazione tedesca dal 1943 al 1945. L’immagine non è una fotografia storica originale. Immagine: DBANT.

Funzioni documentate e questione del termine Judenreferent

Secondo la letteratura storica Andergassen fu incaricato nel 1943 della direzione della sede distaccata del Sicherheitsdienst (SD) a Merano. La sua partecipazione con funzioni direttive agli arresti della popolazione ebraica rimasta in città il 16 settembre 1943 è documentata dalla ricerca. In seguito appartenne al comando della Polizia di sicurezza e del SD a Bolzano. Un elenco del personale compilato il 6 giugno 1945 lo indica come SS-Untersturmführer e collaboratore operativo della sezione IV, la Gestapo.
Alcune pubblicazioni lo chiamano «Judenreferent» (responsabile degli affari relativi agli ebrei). Sulla base dei documenti coevi finora esaminati, non si può tuttavia stabilire che questa fosse la sua denominazione ufficiale di servizio, né dimostrare con certezza l’esistenza, già nel settembre 1943, di un apposito ufficio denominato «Judenreferat» nella zona d’operazioni. È quindi opportuno distinguere il termine usato da taluni autori dal grado SS, dall’appartenenza alla sezione IV e dalle responsabilità concrete negli arresti. L’incertezza sulla denominazione non attenua la responsabilità documentata per la persecuzione.

Le dichiarazioni a discolpa del maggio 1945

Rappresentazione in bianco e nero, generata dall’intelligenza artificiale, di un ufficio d’epoca con una macchina da scrivere, numerosi documenti, un calamaio e un timbro ufficiale sopra una grande scrivania. Sullo sfondo, un uomo è in piedi davanti a una finestra, con le spalle rivolte verso l’osservatore. Immagine simbolica delle dichiarazioni a discolpa rilasciate nel 1945 a favore di Heinrich Andergassen.
Rappresentazione simbolica in bianco e nero, generata dall’intelligenza artificiale, di un ufficio nell’immediato dopoguerra. La macchina da scrivere, i documenti, il calamaio e il timbro ufficiale richiamano i cosiddetti Persilscheine e le altre dichiarazioni a discolpa con cui Heinrich Andergassen tentò, nel 1945, di occultare il proprio ruolo come funzionario della Gestapo. L’immagine non è una fotografia storica originale.
Dopo la cattura di Andergassen, avvenuta l’8 maggio 1945, furono redatte diverse dichiarazioni favorevoli, soprattutto l’11 e il 12 maggio. Il termine colloquiale tedesco «Persilscheine» designa simili attestazioni di discolpa del dopoguerra; non significa che ogni esperienza riferita dai firmatari fosse inventata. La concentrazione delle date suggerisce una risposta tempestiva alla cattura, ma da sola non prova un coordinamento prestabilito o una strategia di lungo periodo.
L’11 maggio il dottor Ernst Fischer riferì che Andergassen si era mostrato disponibile durante i suoi interrogatori e aveva permesso alla figlia di fargli visita di nascosto. Heine Blaas descrisse il trattamento favorevole di due denunce a suo carico. Il 12 maggio Maria Hofer attribuì ad Andergassen l’esito positivo di una propria vicenda con la Gestapo; la sua dichiarazione fu controfirmata da Abdon Marsoner. Sono resoconti di esperienze individuali: provano ciò che i firmatari dichiararono o percepirono, senza permettere di estendere il loro giudizio a tutte le azioni di Andergassen.

Fonte: dichiarazione a discolpa di Anton Haller

Picture
Archivio della Direzione Provinciale della Pubblica Sicurezza di Tirolo Circolo Specialistico di Storia delle Forze di Polizia:
Atto Presidenziale III: 1233/46 Heinrich Andergassen Indicazione delle fonti: Questo contributo si basa su un rapporto di polizia riservato del 1° giugno 1945, (11 maggio 1945), un documento manoscritto di Anton Haller.

Ecco la traduzione in italiano del testo: 

Capo del movimento di resistenza austriaco, Hall 11
Hall, 11 maggio 1945
Heinrich Andergassen mi è noto come un buono e fedele "Ostmärker" (originario della Marca Orientale, termine nazista per l'Austria dopo l'Anschluss). Durante l'anno del cambiamento, il 1938, si mostrava molto abbattuto. Andergassen mi è quindi apparso come l'uomo che avrebbe potuto essermi molto utile nel mio lavoro di costruzione del movimento di resistenza, e per questo ho mantenuto costantemente i contatti con lui. Durante il periodo del dominio nazionalsocialista si è dimostrato sempre pronto ad aiutare tutti coloro che gli venivano raccomandati da me. Ha gestito tutte le questioni secondo gli obiettivi che ci eravamo prefissati.
Capo del movimento di resistenza austriaco, Hall  Anton Haller

Anton Haller e i limiti della sua testimonianza

Ritratto fotografico in bianco e nero di Anton Haller. Indossa un abito scuro con camicia bianca e cravatta, porta gli occhiali e guarda verso l’obiettivo.
Ritratto in bianco e nero di Anton Haller. Fonte: Parlamento austriaco, Anton Haller (consultato il 15 agosto 2026).
Anton Haller, figura della resistenza a Hall in Tirolo, firmò una dichiarazione datata 11 maggio 1945 nella quale presentò Andergassen come un contatto utile e affermò che aveva aiutato persone da lui raccomandate. La definizione di «buono e fedele Ostmärker» riproduce il linguaggio del documento; «Ostmärker» era un termine nazionalsocialista per gli austriaci e richiede una lettura storicamente critica.
La lettera documenta la fiducia di Haller e la sua interpretazione degli interventi di Andergassen. Non dimostra che quest’ultimo fosse membro della resistenza né permette di accertarne le intenzioni. È possibile che abbia prestato aiuto selettivo; l’ipotesi che cercasse deliberatamente di costruirsi future testimonianze a discarico non è dimostrata. Secondo le conoscenze attuali, neppure un suo eventuale intervento per la liberazione di esponenti della resistenza di Hall nel 1944 è provato.

Un episodio ancora da chiarire nel Halltal

Agnes Larcher riferì nel 1978 che, negli ultimi giorni di guerra, due appartenenti alla Gestapo armati sarebbero stati nascosti presso St. Magdalena nel Halltal con l’aiuto di Haller. La fonte non ne riporta i nomi. Non è dunque possibile identificare uno di loro con Andergassen né attribuire a Haller l’occultamento di quest’ultimo.

Responsabilità penale e conclusione

Nel gennaio 1946 un tribunale militare statunitense a Napoli processò Andergassen per il coinvolgimento nella tortura e nell’uccisione di prigionieri alleati nell’area di Bolzano. Il 15 gennaio fu condannato a morte insieme ad August Schiffer e Albert Storz; la sentenza fu eseguita il 26 luglio 1946 a Livorno.
La vicinanza personale poteva consentire ai testimoni di descrivere con precisione un gesto di aiuto e, nello stesso tempo, limitare la loro conoscenza degli altri atti del funzionario. Una valutazione storica deve conservare entrambe le dimensioni, senza trasformare l’aiuto attestato in prova di resistenza e senza dedurre dai documenti motivazioni psicologiche che non attestano.

Conclusione

Heinrich Andergassen non fu un semplice esecutore marginale. Fu un funzionario della Gestapo e delle SS coinvolto nella persecuzione di oppositori, nella deportazione di ebrei e nell’uccisione di prigionieri. Alcune persone beneficiarono di suoi interventi o lo percepirono come disponibile. Queste esperienze fanno parte della documentazione storica, ma non lo trasformano in un oppositore del nazionalsocialismo.
Rimangono aperte domande sui motivi degli aiuti selettivi, sul rapporto esatto con Anton Haller, sull’identità dei due uomini nascosti nell’Halltal e su singoli dettagli della fuga. Tali incertezze devono rimanere visibili anziché essere risolte mediante supposizioni psicologiche.

Domande frequenti

Quale carica ricopriva ufficialmente Andergassen?

L’elenco del 6 giugno 1945 lo identifica come SS-Untersturmführer e collaboratore operativo della sezione IV della Gestapo nel comando di Bolzano. La direzione della sede distaccata del SD a Merano è riportata dalla letteratura; per tale funzione manca qui una conferma coeva che ne precisi il titolo. «Judenreferent» compare in alcune ricostruzioni, ma non è finora verificato come suo titolo ufficiale.

Le dichiarazioni del maggio 1945 provano che appartenesse alla resistenza?

No. Documentano esperienze e valutazioni di alcuni firmatari, tra cui Anton Haller, non un’appartenenza autonoma alla resistenza.

Perché tanti attestati risalgono all’11 e al 12 maggio?

Furono compilati pochi giorni dopo la cattura. La coincidenza temporale è rilevante, ma non consente da sola di accertare chi ne promosse la raccolta o con quale intenzione.

Si può affermare che Andergassen ingannò Haller deliberatamente?

La lettera mostra la fiducia di Haller; non consente di ricostruire con certezza le intenzioni di Andergassen.

Si infiltrò deliberatamente nella resistenza?

Non è provato. È una possibile interpretazione che non può essere presentata come fatto.

Nascose Anton Haller Andergassen nell’Halltal?

Una fonte menziona due uomini della Gestapo nascosti, ma non ne indica i nomi.

Perché fu condannato a morte?

Per la tortura e l’uccisione di sette militari alleati. Fu giustiziato a Livorno il 26 luglio 1946.

Fonti e indicazioni bibliografiche

  • Archivio storico della Direzione della Polizia del Tirolo, Gruppo di studio sulla storia dell’esecutivo, Atto presidenziale III 1233/46 Heinrich Andergassen.
  • Anthony Quibble, “Roderick ‘Steve’ Hall”, Studies in Intelligence 11/4 (1967), pp. 45–78.
  • Joachim Innerhofer e Sabine Mayr, Mörderische Heimat, Bolzano 2015, p. 101.
  • Michael Wedekind, Nationalsozialistische Besatzungs- und Annexionspolitik in Norditalien 1943–1945, Monaco 2003, pp. 351, 449.
  • Piero Agostini e Carlo Romeo (a cura di), Trentino e Alto Adige: province del Reich, 2002, p. 270.
  • Gerald Steinacher, Südtirol und die Geheimdienste 1943–1945, Innsbruck 2000, pp. 247–251, 255–270.
  • Agnes Larcher, Untersuchungen zur Haller Widerstandsbewegung zwischen 1938–1945, 1978.
  • Parlamento austriaco, Dr. Ernst Fischer, https://www.parlament.gv.at/person/332.
  • USHMM/NARA: Heinrich Andergassen durante il processo, Napoli, 15 gennaio 1946.
Testimonianza orale della nipote di Abdon Marsoner a Elisabeth Walder, Archivio privato Elisabeth Walder, Hall in Tirol.

Pagine di confronto DBANT: 

https://www.ns-widerstand-hallintirol.com/heinrich-andergassen-anton-haller-persilscheine e https://www.ns-widerstand-hallintirol.com/127468127463-heinrich-andergassen-memory-exulpatory-documents-interpretation--parti-3/heinrich-andergassen-1908-1946-part-iii.
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    Autrice
    Elisabeth Walder 
    ​BA MA MA

    ​

    storica, etnologa, specializzata in storia contemporanea Hall in Tirolo
    ​

    Archivi
    ​Archivio della Direzione Provinciale della Pubblica Sicurezza di Tirolo
    Circolo Specialistico di Storia delle Forze di Polizia
    Atto Presidenziale III: 1233/46 Heinrich Andergassen Indicazione delle fonti: Questo contributo si basa su un rapporto di polizia riservato del 1° giugno 1945, un fascicolo personale della Polizia Segreta di Stato (Gestapo) dell'8 febbraio 1930, dichiarazioni giurate del Dr. Ernst Fischer, del Dr. Heine Blaas (entrambe dell'11 maggio 1945), di Johann Müller e della segretaria Hutter (12 maggio 1945), un documento manoscritto di Anton Haller, lo studio della Dott.ssa Agnes Larcher "Untersuchungen zur Haller Widerstandsbewegung zwischen 1938–1945" (Hall in Tirolo 1978), articoli di giornale del Tiroler Nachrichtenblatt der ÖVP del 1° gennaio 1966, i ritratti commemorativi di Karl Killinger (fonte: ns-widerstand-hallintirol.com)nonché su informazioni dei Gedenkorte Europa (Studienkreis Deutscher Widerstand 1933-1945) e su testimonianze orali integrative. 

    Wikipedia: Foto Andergassen, Heinrich, 15 gennaio 1946 durante il suo processo a Napoli. L'enciclopedia libera Wikipedia. Online, https://de.wikipedia.org/wiki/Heinrich_Andergassen#/media/Datei:Andergassen.jpg (Stato: 17.3.2026) 

    United States Holocaust Memorial Museum, per gentile concessione dei National Archives and Records Administration, College Park

    Archivio Provinciale di Tirolo

    Archivio Diocesano di Innsbruck

    Archivio di Matrei am Brenner

    Archivio Civico di Hall in Tirolo Cartella Dr. Ernst Verdross.
    Cartella Movimento di Resistenza
    StAH, Cartella Resistenza Austriaca/Movimento di Liberazione Haller, Atto 007/1, timbro di ingresso di Hall 21 maggio 1945, Numero 3g/Atto Zl. 547. 

    Archivio Parrocchiale di Hall in Tirolo
    Dr. Nikolaus Pfeifauff e Dr. Hermann Blassnig

    Archivio Privato Niederwolfsgruber Innsbruck

    Archivio Privato del Mag. Mair Hall in Tirolo 10 file audio di Maria nata Ghedina e Dr. Josef Mair.
    Elisabeth Walder, Trascrizione febbraio 2026, Hall in Tirolo, pp. 1-24. 

    Archivio Privato del Dr. Kaufmann Innsbruck
    Protocollo del Campo di Concentramento di Dachau del Dr. Ernst Verdross Archivio Privato Killinger Mils presso Hall in Tirolo.

    Pubblicazioni

    Elisabeth Walder: KZ-Dachau Häftlingsnummer 14354. Innsbruck 2025.

    Stepanek, Friedrich [a cura di]: Carmella Flöck, ...und träumte, ich wäre frei. Eine Tirolerin im Frauenkonzentrationslager... Innsbruck: Tyrolia, 2012. pp. 54 e seguenti.

    Joachim Innerhofer/Sabine Mayr: Mörderische Heimat. Verdrängte Lebensgeschichten jüdischer Familien in Bozen und Meran. Edizione Raetia, Bolzano 2015.

    Michael Wedekind: Nationalsozialistische Besatzungs- und Annexionspolitik in Norditalien 1943 bis 1945. Oldenbourg Verlag, Monaco 2003, ISBN 3-486-56650-4, pp. 351, 449.

    Remembering "OSS" Heroes: Roderick Steven Hall and the Brenner Pass Assignment. Online, https://web.archive.org/web/20131124192022/https://www.cia.gov/news-information/featured-story-archive/2010-featured-story-archive/oss-heroes-stephen-hall.html, (Accesso: 17 marzo 2026; Documento Storico Pubblicato: 30 settembre 2010, 10:56 AM; Ultimo aggiornamento: 30 aprile 2013, 12:41 PM).

    La dichiarazione di Andergassen è riportata per esteso in: Quibble, Antony: Roderick 'Steve' Hall.' In: Studies in Intelligence 11, 4, 1967. pp. 45–78, qui pp. 75 e seguenti.

    Lingen, Kerstin von: Conspiracy of Silence: How the „Old Boys“ of American Intelligence Shielded SS General Karl Wolff from Prosecution In: Holocaust and Genocide Studies. Vol. 22.1. 2008. pp. 74–109.

    3 S.S. Officers Hanged. in: New York Times del 27 luglio 1946. p. 5.

    August 2026

    March 2026

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