Un altro articolo su Heinrich Andergassen:🇮🇹 /heinrich-andergassen-gestapo-deportazioni-crimini-nazisti| Parti 2🇮🇹/heinrich-andergassen-memory-exulpatory documents-interpretation | Parti 3Heinrich Andergassen durante il processo per crimini di guerra svoltosi a Napoli il 15 gennaio 1946. L’imputato ascolta il suo interprete. Fotografia in bianco e nero. Fonte: Wikipedia, l’enciclopedia libera (consultato il 14 agosto 2026). Introduzione generaleHeinrich, detto anche Heinz, Andergassen nacque a Hall in Tirol nel 1908. Dopo il servizio nell’esercito federale austriaco e nella gendarmeria, entrò nella Polizia segreta di Stato dopo l’“Anschluss” del 1938 e fece carriera nella Gestapo e nelle SS. Nel 1943 divenne capo della sede distaccata dell’SD a Merano e successivamente operò presso il comando della Polizia di sicurezza e dell’SD a Bolzano. La sua biografia è documentata da fascicoli di polizia, dichiarazioni di ex detenuti, testimonianze raccolte dopo la guerra, atti delle indagini alleate e fonti sul processo celebrato a Napoli nel 1946. Questi materiali presentano prospettive differenti: alcune persone descrissero Andergassen come cortese o disponibile; altre fonti lo collegano a interrogatori brutali, persecuzioni, deportazioni, torture e omicidi. Le testimonianze favorevoli attestano esperienze individuali, ma non cancellano la responsabilità complessiva del funzionario nazista. PARTE I – Dalla carriera di polizia alla Gestapo di Innsbruck I primi anni e un giudizio di servizio contraddittorioUna valutazione conservata negli atti descrive Andergassen come agente di pubblica sicurezza, nato a Hall e residente nella Ritter-Waldauf-Straße. Il documento afferma che, durante il periodo precedente al 1938, aveva svolto il servizio contro i nazionalsocialisti illegali senza particolare zelo né durezza, definendolo caratterialmente “molto onesto” e professionalmente di rendimento medio-buono. Nota sulla data: Nel materiale compare la data di nascita 30 agosto 1908, mentre altre fonti indicano 30 luglio 1908. La divergenza deve essere segnalata e verificata sull’atto di nascita o sul fascicolo personale originale. Il giudizio non prova né un’opposizione politica al nazionalsocialismo né una successiva “trasformazione” psicologica. Documenta soltanto la valutazione amministrativa di un superiore in un determinato momento. Il rapporto riservato del 1° giugno 1945 Un rapporto riservato della polizia civile di Innsbruck, redatto il 1° giugno 1945, presenta Andergassen come un funzionario che godeva della fiducia dei superiori e sapeva rendersi benvoluto tra i colleghi, ma formula anche gravi accuse sul suo comportamento durante gli interrogatori. Poiché il documento fu redatto dopo il crollo del regime, deve essere letto considerando l’origine delle informazioni, gli interessi degli informatori e la necessità di un confronto con altri atti.
Il caso del dott. Ernst Verdross Estratto di un documento dattiloscritto relativo al dott. Ernst Verdross, conservato nel fascicolo su Heinrich Andergassen. Fonte: Archivio storico della Direzione della Polizia del Tirolo, Gruppo di studio sulla storia delle forze dell’ordine, Atto presidenziale III 1233/46 – Heinrich Andergassen. Il dott. Ernst Verdross, già perseguitato e deportato nel campo di concentramento di Dachau, abitava come Andergassen nella Waldaufstraße di Hall. Una fonte collega un nuovo intervento contro Verdross al fatto che, durante una processione del Corpus Domini, egli aveva fotografato e addobbato la propria abitazione, mentre non si era distinto nell’esposizione di bandiere durante le celebrazioni nazionalsocialiste. «Il capo della milizia locale di Hall, Verdross, […] che era già stato a Dachau, lo arrestò di propria iniziativa perché durante una processione del Corpus Domini aveva scattato fotografie […] mentre durante le celebrazioni dei capi del partito non si era distinto.» Secondo le ricostruzioni conservate nel contributo, Andergassen si mostrò disponibile con la signora Verdross, mentre contemporaneamente accompagnava il marito agli interrogatori e lo sottoponeva alla minaccia di un nuovo internamento. La contrapposizione tra il vicino cortese e il funzionario della Gestapo è storicamente rilevante; l’affermazione che Verdross non avesse mai compreso il ruolo di Andergassen richiede tuttavia un riferimento preciso alla testimonianza su cui si basa. read more:🇬🇧 Verdross -Dr. Ernst -Biografie - Blog (EN)Karl Killinger, testimone di GeovaAl numero 6 della Ritter-Waldauf-Straße viveva Karl Killinger (1901–1940), testimone di Geova. I Testimoni di Geova, allora spesso definiti “Studenti biblici”, rifiutavano per motivi religiosi il saluto hitleriano, il giuramento al Führer e il servizio militare. Killinger fu arrestato il 16 febbraio 1939, deportato a Dachau e successivamente a Gusen, dove morì il 19 gennaio 1940 a causa delle condizioni di detenzione. Non documentato: La vicinanza abitativa e il servizio di Andergassen nella Gestapo sollevano una domanda di ricerca, ma non provano una sua partecipazione personale all’arresto di Killinger. read more:🇬🇧 Killinger-Karl-Memorial-Blog (EN)Maria Mair e il dott. Josef Mair Maria Mair, nata Ghedina, conosceva Andergassen dall’infanzia e abitava nella stessa casa Ghedina. Quando il marito, il dott. Josef Mair, fu arrestato dalla Gestapo il 22 aprile 1941, chiese aiuto ad Andergassen. Secondo la testimonianza riportata, egli rispose di non poter fare nulla e che la situazione del marito era molto grave. La fonte documenta la risposta riferita da Maria Mair. Espressioni come “freddezza emotiva” o “vero volto” costituiscono interpretazioni e non devono essere presentate come fatti dimostrabili. read more:🇬🇧 Blog (ENI) Dr. Josef Mair🇬🇧Blog (EN) Maria Mair "Maria Mair, the Brave Woman from Glasnhof"L'inganno senza limiti: Johann Müller e sua figliaJohann Müller, residente a Innsbruck, dichiarò che Andergassen si era mostrato calmo e cortese durante i colloqui riguardanti la figlia Maria Müller, assistente sociale detenuta. Secondo il padre, Andergassen le concesse le agevolazioni che rientravano nelle sue possibilità e, dopo la morte della nonna il 16 luglio 1940, la accompagnò dalla custodia al cimitero e le permise una visita a casa. «Da mia figlia so che il signor Andergassen le ha concesso tutte le agevolazioni che erano in suo potere. […] Il signor Andergassen ha prelevato mia figlia, a proprio rischio, dalla custodia, l’ha accompagnata al cimitero e le ha inoltre permesso una visita a casa.» La dichiarazione attesta un aiuto concreto in un singolo caso. Non consente di dedurre una posizione contraria al regime né di ricostruire con certezza i motivi dell’intervento. La dichiarazione del dott. Josef Fink, 12 maggio 1945 Un'altra testimonianza notevole proviene dal Dr. Fink, che il 12 maggio 1945 a Volderwildbad redasse una dichiarazione. In essa Fink descrisse le sue esperienze con Andergassen: Fotografia della dichiarazione originale dattiloscritta del dott. Josef Fink, datata 12 maggio 1945, relativa a Heinrich Andergassen. Fonte: Archivio storico della Direzione della Polizia del Tirolo, Settore di Storia dell’Esecutivo, Fascicolo presidenziale III 1233/46 – Heinrich Andergassen. Traduzione testo tedesco italianoTestimonianza: "Nell'anno 1939 fui denunciato alla Polizia Segreta di Stato di Innsbruck dall'impiegato del Bürgerliches Bräuhaus, Hermann Schölg (deposito di birra di Solbad Hall), a causa di una presunta 'espressione denigratoria' nei confronti del regime, e da lì fui arrestato – dopo che era stata fatta una denuncia di tipo analogo da parte di una certa Kresentia Schwimmberger, cameriera al Caffè Kassenbacher di Hall. Il mio caso venne trattato nell'ambito della legge sulla insidia insidiosa (Heimtückegesetz), ma in seguito, durante l'interrogatorio, fu considerato di scarsa rilevanza, tanto che si concluse con una detenzione di quattordici giorni nel carcere di polizia di Innsbruck. Sono a conoscenza che il commissario di polizia criminale Andergassen, nel cui dipartimento venne gestita la mia pratica, trattò la faccenda con benevolenza e a mio favore, contribuendo in modo determinante all'esito relativamente favorevole. Volderswald, 12 maggio 1945 Dott. phil. Josef Fink Widderswild presso Volders" Commento: La dichiarazione del Dr. Josef Fink – Un documento dell'ambivalenzaIl dott. Josef Fink dichiarò di essere stato denunciato nel 1939 da Hermann Schlögl, dipendente del Bürgerliches Bräuhaus, e da Kresentia Schwimmberger, cameriera presso il caffè Kassenbacher di Hall, per un’espressione ritenuta denigratoria nei confronti del regime. Il procedimento fu trattato in base alla Heimtückegesetz e si concluse con quattordici giorni di detenzione nel carcere di polizia di Innsbruck. «Sono a conoscenza che il commissario di polizia criminale Andergassen, nel cui dipartimento venne trattata la mia pratica, affrontò la questione con benevolenza e a mio favore, contribuendo in modo determinante all’esito relativamente favorevole.» Il documento dimostra come Fink valutasse l’intervento di Andergassen. Non prova che Andergassen fosse un oppositore del regime. Tre interpretazioni sono possibili ma non dimostrabili singolarmente: discrezionalità personale, autentico aiuto selettivo oppure comportamento tattico. La dichiarazione non consente di scegliere con certezza tra queste possibilità. Fonte: Archivio storico della Direzione della Polizia del Tirolo, Gruppo di studio sulla storia dell’esecutivo, Atto presidenziale III 1233/46 Heinrich Andergassen. read more:🇬🇧Blog (EN) Dr. phil. Josef Finkread more:🇬🇧 /heinrich-andergassen-gestapo-tyrol/part1🇬🇧/heinrich-andergassen-gestapo-deportations-nazi-crimes-part-2🇬🇧/heinrich-andergassen-anton-haller-exoneration-statements
0 Comments
Leave a Reply. |
Autrice
|
Proudly powered by Weebly
RSS Feed